Osservazioni presentate dal Partito della Rifondazione Comunista al Commissario Prefettizio presso il Comune di Pomezia dott. Francesco Avellone in merito alla delibera commissariale n. 83 del 26.9.2005 che prevede la costruzione di un nuovo quartiere al ridosso del Parco della Sughereta. Con tali osservazioni il PRC spera di poter fermare questi lavori e salvare così la Sughereta da un quasi certo disboscamento, e Pomezia dalla morsa del traffico già oggi vera piaga della città e che con quasi 10.000 abitanti in più nel giro di pochi anni ci costringerebbe a vivere esiliati nelle nostre case.
OSSERVA:
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premesso che gli effetti della lottizzazione dovrebbero riassumersi nella formazione di comparti edificatori, nella cessione gratuita di aree al Comune, nella assunzione a carico della parte privata delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e, soprattutto, nella imposizione al medesimo privato che intende edificare di termini vincolanti ed inderogabili per l'esecuzione di dette opere, si evidenzia che dal testo della convenzione dette premesse non sembrano esser state postulate. Nulla infatti si dice sia in ordine alle modalità di quantificazione dei costi delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria (che sono sì posti a carico del privato ma che dallo stesso possono esser portati a scomputo degli oneri concessori a suo carico) che dei termini di esecuzione di dette opere (che ben potrebbero, pertanto, essere eseguite a posteriori rispetto all'attività meramente edificatoria);
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che il metodo dell'attuazione dei comparti edificatori presenta degli indubbi svantaggi e favorisce, in modo del tutto ingiustificato, la parte privata, a totale discapito dell'interesse pubblico. Di fatto poichè la suddivisione della iniziativa in unità minime di intervento (che comprendono al loro interno sia le opere edilizie che le relative opere di urbanizzazione, dimensionate in equilibrio economico tra di loro) è lasciata al libero arbitrio della parte privata - che può conseguentemente modulare i tempi di intervento in ragione delle sue necessità - appare del tutto evidente come la convenzione in questione pone dei limiti al postulato del necessario contraddittorio tra i due contraenti, non consentendo alla parte pubblica di poter in alcun modo esercitare i propri poteri di intervento in materia di regime dei suoli, con conseguente possibilità di piena tutela del pubblico interesse:
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che, a mio avviso, risulta totalmente disattesa l'attuale normativa urbanistica che, nel prevedere l'esigenza di un controllo assoluto sul regime dei suoli, rende inderogabile la preventiva predisposizione di uno "studio di impatto ambientale", essendo l'area in questione compresa tra l'abitato storico di Pomezia ed il Parco della Sughereta, ultimo ecosistema esistente sul territorio comunale e già oggetto di provvedimenti di tutela;
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che l'attività edificatoria dovrebbe venire "confermata" ad opera dell'Ente Comunale in modo da renderla compatibile con l'interesse generale: nella relazione generale invece si afferma che con detta convenzione "si tratta di creare un contesto urbano, concependo un nuovo grosso pezzo di città da affiancare a quello già esistente". Si rammenta a tal proposito che il Comune di Pomezia necessita (prima ancora di un nuovo gorsso pezzo di città) di potenziare i propri servizi (rete fognaria, sistema di depurazione, rete di distribuzione per l'acqua potabile ed il mentao) ed i cd. nodi di scambio (leggi sistema viario) che, ad oggi, riescono a soddisfare soltanto una parte della popolazione residente;
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che detta Convenzione è stata deliberata in assenza di approvazione da parte della competente Commissione Urbanistica Comunale che, pur più volte convocata su tale ordine del giorno, non ha mai espresso un proprio parere a proposito;
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che non solo non è stata convocata alcuna conferenza di pianificazione (cosa questa che, in assenza di un parere da parte della citata Commissione Urbanistica, si rappresentava come doverosa) ma da detta decisione, destinata ad incidere in modo più che significativo sul futuro contesto economico e sociale della città, sono stati esclusi sia i cittadini (che avrebbero ben potuto essere invitati ad un pubblico confronto) che le forze politiche, sociali e sindacali che lì rappresentano;
PER QUESTI MOTIVI
lo scrivente invita codesto Commissario Prefettizio al Comune di Pomezia, a volre rivedere quanto operato, revocando il provvedimento adottato anche al fine di consentire ai cittadini di Pomezia di poter liberamente esprimere le proprie opinioni in porposito, sia tramite gli strumenti di democrazia diretta che tramite i propri rappresentati, allorquando questi saranno eletti nell'ambito della prossima consultazione elettorale.