Reddito minimo garantito

scritto da prcpomezia il giovedì, 26 marzo 2009,18:35

Newsletter periodica dell'11/02/2009

scritto da prcpomezia il giovedì, 12 febbraio 2009,10:13

Newsletter periodica del circolo di Pomezia del Partito della Rifondazione Comunista.

I temi:

1) Consiglio Comunale. La protesta di Rifondazione Comunista e della Sinistra contro lo sbarramento al 4% alle europee

2) Consiglio Comunale. Su proposta di Rifondazione Comunista approvata una mozione contro la Turbogas

3) 13 febbraio. Sciopero generale


 1) Consiglio Comunale. La protesta di Rifondazione Comunista e della Sinistra contro lo sbarramento al 4% alle europee

IMBAVAGLIATI

DALL´ ULTERIORE ACCORDO LIBERTICIDA VELTRONI/BERLUSCONI

CHE - IMPONENDO LA SOGLIA DI SBARRAMENTO DEL 4% ALLE ELEZIONI EUROPEE - HA DI FATTO NEGATO IL DIRITTO COSTITUZIONALMENTE GARANTITO ALLE CD. MINORANZE POLITICHE DI POTER CONTINUARE AD ESSERE ISTITUZIONALMENTE RAPPRESENTATE .

VERGOGNA

Cliccate qui per vedere la foto.

2) Consiglio Comunale. Su proposta di Rifondazione Comunista approvata una mozione contro la Turbogas

Mozione_Turbogas[1]Il 18 novembre scorso, dopo 20 mesi, il presidio no Turbogas è stato sgomberato con un´operazione militare. Più di 300 uomini tra polizia, carabinieri e guardie forestali, alle 3 di notte hanno circondato il presidio e, dopo aver portato via i tre ragazzi che dormivano dentro, hanno "difeso" il terreno, mentre operai della Sorgenia procedevano alla recinzione dello stesso.

Il Presidio è stato per 20 mesi un centro di democrazia diretta, aperto e solidale con tutte le vertenze per la tutela dei beni comuni, vissuto e partecipato intensamente dalla popolazione e da centinaia di cittadini che lo hanno animato e sorretto. Lì si è svolta una delle più riuscite riunioni del Patto di Mutuo Soccorso. Lì si è tenuto un partecipatissimo campeggio estivo, condiviso con tutte le vertenze ambientali aperte del Lazio e con numerose delegazioni nazionali.

I consumi di energia andrebbero radicalmente ridotti.

L´energia prodotta dovrebbe essere "pulita, territoriale e democratica".

Per questo dobbiamo opporci all´ imposizione dall´alto di un modello energetico basato sulla produzione di energia "termica, centralizzata e militarizzata".

La proliferazione di impianti di combustione come centrali elettriche o inceneritori, di rigassificatori di metano - gas serra molti più pericolo della CO2 -, di grandi opere viarie che perpetuano l´attuale modello di mobilità sono ulteriori passi nell´aggravamento dei problemi derivanti dal riscaldamento climatico. La lotta contro l´attacco all´ambiente e alla salute delle persone che queste opere comportano è la stessa lotta contro gli effetti del cambiamento climatico.

Le nocività, i cancri e non di meno i cambiamenti climatici dimostrano la strutturale insostenibilità del sistema capitalistico, il quale a fronte della contraddizione capitale-natura può sopravvivere solo scaricando sulle popolazioni e le fasce deboli delle stesse i costi umani, ambientali e dell´appropriazione mani militari delle risorse naturali collettive.

La lotta alle nocività e il contrasto ai cambiamenti climatici - che tra le altre cose aggraverà fortemente la scarsità idrica nel nostro paese rafforzando le spinte da parte dei privati per appropriarsi di questa risorsa e trasformarla in fonte di profitti - sono parte della medesima battaglia di chi crede che un mondo migliore, e un altro modello di sviluppo, siano possibili.

Per questo motivo come Rifondazione Comunista ci siamo da sempre schierati contro la Turbogas di Aprilia, ma anche contro l´inceneritore di Albano e l´autostrada Roma-Latina. E per questo stesso motivo oggi proponiamo all´approvazione del consiglio comunale questa mozione.

Cliccando sull'immagine all'inizio del testo la mozione approvata con 19 voti favorevoli.

3) 13 febbraio. Sciopero generale
Sciopero_Generale[1]Cliccando nell'immagine qui di seguito il volantino del Partito che spiega il perché Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero.

Il nostro sciopero, il vostro sciopero

di Carlo Podda * e Gianni Rinaldini **

su Il Manifesto del 10/02/2009

Lo sciopero di venerdì prossimo della Funzione pubblica e della Fiom-Cgil è uno sciopero «per uscire» dalla crisi, per chiedere al governo Berlusconi una svolta di politica economica. Uno sciopero contro la Confindustria e le associazioni imprenditoriali che sostengono le misure del governo e attuano la pratica degli accordi separati. Il nostro sciopero è per uscire da questa crisi con un paese diverso, contro le attuali diseguaglianze sociali. La crisi economica che attraversiamo segna il limite di un modello, quello neoliberista, e dell'assunto secondo il quale la crescita sarebbe un elemento stabile del sistema, immutabile, inarrestabile.
Il sistema economico neoliberista si è mostrato al mondo in tutta la sua fragilità, trascinandoci in una crisi senza precedenti dal secondo dopoguerra. Per molti di noi questa degenerazione del sistema economico e finanziario era evidente da tempo, giacché questo sistema si è strutturato sulle diseguaglianze, aggravatesi nel corso degli ultimi 15 anni, e la sua crescita si è nutrita della riduzione dei costi, della competitività al ribasso, della riduzione dei redditi, della precarietà. Oggi è chiaro a tutti come questo modello vada ribaltato: la ricchezza non si può creare deregolando la contrattazione e le tutele sul lavoro, lasciando al mercato il compito di regolatore del sistema, ma va redistribuita attraverso i redditi. É la redistribuzione stessa ad essere fonte di una diversa crescita economica compatibile con l'ambiente.
Affinché i costi della crisi non siano scaricati sul lavoro dipendente, sui precari, sui pensionati e sullo stato sociale, sono necessarie misure urgenti di sostegno al reddito e all'occupazione.
Per questo il nostro sciopero avanza alcune richieste puntuali: 1) continuità del lavoro, perché solo garantendo ai lavoratori il loro potere d'acquisto si può affrontare la ripresa; 2) più ammortizzatori sociali, soprattutto per chi ne è oggi privo - cassa integrazione all'80% effettivo della retribuzione, non al 60%; 3) proroga dei rapporti di lavoro precari, nella prospettiva della loro stabilizzazione. Solo garantendo la continuità del lavoro si possono tutelare i lavoratori, che altrimenti verranno licenziati; 4) sosteniamo il testo unico sulla sicurezza, che vergognosamente governo e Confindustria vogliono peggiorare, mentre continua la strage quotidiana degli infortuni sul lavoro; 5) meno fisco sui redditi direttamente nel salario nazionale; aumento delle detrazioni per il lavoro dipendente; restituzione del fiscal drag. Chiediamo al governo di investire nei redditi attraverso la fiscalità, e di finanziare queste spese con i 10 miliardi di euro di attivo di bilancio sottratti all'Inail, sottolineando che questi 10 miliardi sono frutto anche di contributi versati dai lavoratori, e tornando a combattere seriamente l'evasione fiscale. Non bisogna dimenticare che negli scorsi anni la gestione della cassa integrazione è stata ampiamente in attivo, al punto che gli utili sono stati utilizzati per scopi diversi da quelli per cui erano preposti; 6) investire nella manutenzione, lasciando da parte le opere faraoniche, più utili per la propaganda che per lo sviluppo, fornendo agli enti locali le risorse necessarie. La manutenzione crea sevizi, li mantiene appunto, è motore di sviluppo; 7) investire sul welfare, cominciando col mantenere in funzione i servizi già esistenti, come nel caso dei servizi gestiti dei precari della sanità e delle cooperative sociali, che rischiano di perdere il posto di lavoro. Il welfare locale rappresenta una fonte di reddito indiretto per i lavoratori e la generalità dei cittadini, di vitale importanza soprattutto in momenti di crisi; 8) contro l'accordo separato del 22 gennaio sulla riforma del modello contrattuale che riesce a peggiorare i limiti ormai evidenti dello stesso accordo del 23 luglio. Una volta attuato, questo accordo imporrebbe una riduzione strutturale e sistematica delle retribuzioni dei lavoratori, e un forte indebolimento del contratto nazionale, con gli attacchi alla democrazia e al diritto di sciopero, cioè all'essenza stessa del sindacato. Chiediamo il referendum perché le lavoratrici e di lavoratori hanno il diritto di decidere su piattaforme ed accordi che riguardano la loro condizione.
La Cgil sciopera come d'altronde scioperano i maggiori sindacati d'Europa. Lo riteniamo necessario. A tutti i neo-kenesiani dell'ultima ora, ricordiamo che il modello keynesiano stesso, negli Stati uniti, fu il prodotto di una lunga fase di lotte e tensioni sociali. I lavoratori italiani sono oggi chiamati alla mobilitazione proprio perché solo invertendo la rotta, ribaltando il modello economico dominante, è possibile affrontare questa crisi. Comprendiamo quanto difficile sia il momento. Abbiamo compreso nelle molte assemblee fatte tra i lavoratori in questi giorni quanto costi uno sciopero e che sacrificio rappresenti. Ma oggi più che mai, proprio mentre viene messo in discussione, lo sciopero è il solo strumento che i lavoratori possano mettere in campo per ottenere dei risultati.
Questo governo vive una deriva autoritaria evidente. La avvertiamo sui temi del lavoro, ma non possiamo non notare che su temi come l'immigrazione clandestina, con l'eliminazione del divieto di segnalazione che contrasteremo con l'obiezione di coscienza, e sui temi etici, con lo scontro istituzionale ingaggiato con il presidente Napolitano, l'esecutivo metta in discussione i più basilari principi democratici e costituzionali. La difesa della Costituzione diventa necessariamente un altro punto della nostra mobilitazione, perché se salta il patto tra stato e cittadini, cioè in assenza di una forte delimitazione della discrezionalità del «potere», questi ultimi diventano sudditi. Con noi in piazza, il 13 Febbraio, ci sarà, tra le tante organizzazioni aderenti, anche l'Associazione nazionale partigiani (Anpi), una di quelle associazioni che questo governo vorrebbe chiudere, proprio perché oggi la difesa della nostra «carta» costitutiva, quella repubblicana e antifascista, diventa una battaglia anche e soprattutto del mondo del lavoro, oltre che della generalità dei cittadini. La manifestazione di piazza San Giovanni sarà quindi una manifestazione in difesa dei diritti di tutti, e tutte e tutti sono invitati a partecipare.

* Segretario generale Fp-Cgil

** Segretario generale Fiom-Cgil

8 febbraio, Nettuno - Manifestazione Antirazzista

scritto da prcpomezia il giovedì, 05 febbraio 2009,15:24

CORTEO ANTIRAZZISTA NETTUNO

NO AL RAZZISMO - NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

 

Condanniamo fortemente il grave episodio accaduto a Nettuno. Un uomo, un cittadino indiano è stato dato alle fiamme, un gesto che ci fa inorridire e preoccupare perché porta con sé i germi dell’odio e del razzismo.

Il nostro paese sta attraversando un momento difficile, il mondo intero vive una grave crisi economica, questo sicuramente genera insicurezza, e per alcuni trovare il capro espiatorio nello straniero, nel rom, nel povero li rassicura.

La vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse da atti di violenza il cui numero è, negli ultimi anni, in continuo aumento.

Noi donne e uomini della sinistra non possiamo che urlare il nostro NO a tutto questo.

Non possiamo che non dedicare come facciamo da sempre, il nostro agire politico, a combattere le ingiustizie, ogni forma di violenza e a tentare di costruire un modo di vivere più giusto per tutti.

Denunciamo il clima di odio e di intolleranza che non risolve i problemi ma minaccia la sicurezza dei più deboli. Denunciamo l’indifferenza verso una violenza trans fobica, omofoba, razzista che sta diventando ogni giorno più forte. Ci appelliamo a tutte e tutti coloro che hanno a cuore la democrazia, perché di questo si parla, di non restare in silenzio, di rispondere all’avanzata dell’odio e della violenza che sta facendo precipitare l’Italia verso un baratro che sembrava scongiurato per sempre. Quello che si è visto è vergognoso e va condannato.

Da parte di tutti noi un augurio di rapida guarigione a Singh e un abbraccio di solidarietà alle donne abusate e maltrattate.

GLOBAL LOGISTICA: REINTREGRATI I 54 LAVORATORI

scritto da prcpomezia il lunedì, 06 ottobre 2008,17:50
Si è finalmente risolta la vertenza che dal mese di luglio vedeva impegnati i lavoratori della cooperativa Global Logistica.

In un incontro presieduto dall'Assessore al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi e a cui erano presenti la Prefettura di Roma, i responsabili del consorzio, la CGIL (sindacato a cui i lavoratori sono iscritti) e l'Assessore Anna Mirarchi per il Comune di Pomezia, è stato sottoscritto un documento che prevede il reintegro di tutti i 54 soci (tutti indiani e pakistani) che la cooperativa aveva dismesso da tale qualifica.

Come Rifondazione Comunista non possiamo che esprimere tutta la nostra soddisfazione per la conclusione positiva di questa vicenda. È dall'inizio che seguiamo questa vertenza da vicino. Lo abbiamo fatto attraverso gesti di solidarietà, ma anche mettendo in campo tutto il lavoro politico necessario. Un grazie lo dobbiamo anche e soprattutto ai nostri rappresentanti istituzionali che tanto hanno fatto perché questa fosse la conclusione. Dall'Assessore Tibaldi che ha attivato immediatamente un tavolo regionale, fino ai nostri esponenti al Comune, l'Assessore Mirarchi e il consigliere Franco Boager che già a luglio si attivò anche attraverso la presentazione di un esposto alla procura.

Ora speriamo che una conclusione positiva venga trovata anche per i lavoratori di Casamercato, anche loro a rischio licenziamento. L’impegno di Rifondazione Comunista e dei suoi rappresentanti sarà di certo lo stesso, anche perché – oltre al salvataggio dei posti di lavoro di tante persone – c’è da scongiurare l’impoverimento del polo produttivo del nostro territorio.


GLOBAL LOGISTICA DI POMEZIA - TIBALDI:“CONCLUSA NEL MIGLIORE DEI MODI LA VERTENZA DELLA COOPERATIVA DI LAVORATORI IMMIGRATI”

  

“Si è conclusa nel migliore dei modi la vertenza dei 54 lavoratori immigrati della Global Logistica di Pomezia”.  Lo dichiara l’assessora al Lavoro della regione Lazio Alessandra Tibaldi commentando l’accordo siglato il 30 settembre in Regione con i rappresentanti della Prefettura di Roma, del comune di Pomezia, del consorzio SINECO e della CGIL.

 

“E’ un’ottima notizia – continua Tibaldi - per una categoria di lavoratori particolarmente fragile, perché costituita esclusivamente da personale immigrato perlopiù pakistano. Ora tutti i soci della cooperativa, che lavorano presso un magazzino di una catena di supermercati,  avranno il posto di lavoro assicurato: 39 presso la Global Logistica e 15 presso una cooperativa del consorzio situata sempre a Santa Palomba”.

 

“Mi auguro – conclude - che la felice conclusione di questa vicenda possa preludere ad altri esiti positivi per le crisi occupazionali presenti nell’area pometina, a cominciare da quella di Casamercato”.

 

“Era la conclusione che speravamo” – commenta soddisfatta l'Assessora alle Politiche sociali del comune di Pomezia Anna Mirarchi presente all’incontro. “Come Comune – dice ancora Mirarchi - abbiamo seguito fin dal principio questa vertenza, una delle tante che pian piano stanno smantellando il polo produttivo e lavorativo del nostro territorio”.

Un altro articolo sul tema lo si può trovare su: www.linkontro.info

Una giornata come tante

scritto da prcpomezia il lunedì, 15 settembre 2008,21:47

«Zecca di merda». Non si tratta della frase rivolta dai fascisti ad alcuni compagni presenti sabato sera al concerto per il secondo anniversario della morte di Renato Biagetti. «Zecca di merda» è la frase usata da due individui che - vista la vicenda non è escluso potessero essere due rappresentanti delle forze dell’ordine - nei confronti di un compagno del nostro circolo.

Il tutto è avvenuto venerdì scorso (il giorno precedente all’aggressione fascista di San Paolo) a Roma, nei pressi dell’Università “La Sapienza”.

Di ritorno dall’Università il nostro compagno vede avvicinarsi un’autovettura occupata da due individui chiaramente intenzionati ad aprire una disputa tutt’altro che civile, probabilmente attratti – visto il seguito – dalla sua maglietta, ma soprattutto, per niente demotivati dalla presenza della ragazza al fianco del compagno. Appena il nostro compagno tenta di difendersi “l’uomo” dal lato passeggero tira fuori la paletta d’ordinanza – neanche fosse uno scudo, neanche dovessero proteggersi – e con lo sguardo di chi già sa di aver vinto i due gli si fermano davanti. A questo punto iniziano gli insulti e le provocazioni. «Zecca di merda» per cominciare. A seguire insulti di vario tipo. Si arriva dunque alla maglietta. Una delle più classiche, con la svastica barrata dal divieto. Simbolo dell’antifascismo e delle lotte di migliaia di partigiani che in tutta Europa ci liberarono dall’odio nazifascista. «Come cazzo vai in giro?». Queste le parole dei due che – se effettivamente poliziotti –  in borghese, alla richiesta di qualificarsi oppongono netto rifiuto.

L’intollerabile vicenda va avanti per alcuni minuti, accompagnata da accesi racconti in memoria del passato da “camerata”. Alla fine un consiglio, quello di andare in giro con un abbigliamento adeguato «che vestito a quel modo, se poi qualche testa rapata ti pesta, noi non ne vogliamo sapere nulla!».


Questa la cronaca di una tranquilla giornata nella Roma super controllata e blindata di Alemanno, dove i fascisti alzano la testa con le loro minacce e, quelli che sono sembrati – almeno giudicando dalla paletta d’ordinanza da loro utilizzata – difensori dell’ordine, e che dovrebbero quindi evitare questi episodi, si trasformano nei primi provocatori. Probabilmente la sicurezza di cui parlano è solo quella che prevede l’allontanamento di rom, immigrati e mendicanti dal centro della città.

Dopo questo evento, più che mai continueremo il nostro impegno antifascista e democratico perché si arresti la deriva “cilena” dell’Italia.

categoria:sicurezza, diritti, comunicati stampa
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PER LA NOSTRA SICUREZZA

scritto da prcpomezia il martedì, 05 agosto 2008,14:59
Un volantino che abbiamo distribuito sabato scorso in giro per la città.

PER LA NOSTRA SICUREZZA
cliccando sull'immagine si aprirà il pdf del volantino.