Aser: impegno mantenuto!

scritto da prcpomezia il sabato, 09 maggio 2009,14:15
Era uno degli impegni più importanti che l'Amministrazione di centro-sinistra guidata dal Sindaco De Fusco e Rifondazione Comunista avevano assunto con gli elettori e, oggi, dopo neanche tre anni, si è riusciti a mantenere l'impegno.
E' stato infatti rescisso il contratto che legava Comune di Pomezia e Aser per quanto riguardava la riscossione di alcuni tributi comunali. Ora il 30% di agio che l'Aser teneva per se - secondo il contratto che fu a suo tempo stipulato - tornerà a disposizione del Comune e quindi di tutte le cittadine e i cittadini di Pomezia.




Nel manifesto si fa riferimento ad un documento programmatico scritto nel settembre del 2005 alle altre forze del centro sinistra. Questo documento potete trovarlo cliccando qui.

Reddito minimo garantito

scritto da prcpomezia il giovedì, 26 marzo 2009,18:35

A Pomezia vince la politica

scritto da prcpomezia il sabato, 14 febbraio 2009,23:12

Newsletter periodica dell'11/02/2009

scritto da prcpomezia il giovedì, 12 febbraio 2009,10:13

Newsletter periodica del circolo di Pomezia del Partito della Rifondazione Comunista.

I temi:

1) Consiglio Comunale. La protesta di Rifondazione Comunista e della Sinistra contro lo sbarramento al 4% alle europee

2) Consiglio Comunale. Su proposta di Rifondazione Comunista approvata una mozione contro la Turbogas

3) 13 febbraio. Sciopero generale


 1) Consiglio Comunale. La protesta di Rifondazione Comunista e della Sinistra contro lo sbarramento al 4% alle europee

IMBAVAGLIATI

DALL´ ULTERIORE ACCORDO LIBERTICIDA VELTRONI/BERLUSCONI

CHE - IMPONENDO LA SOGLIA DI SBARRAMENTO DEL 4% ALLE ELEZIONI EUROPEE - HA DI FATTO NEGATO IL DIRITTO COSTITUZIONALMENTE GARANTITO ALLE CD. MINORANZE POLITICHE DI POTER CONTINUARE AD ESSERE ISTITUZIONALMENTE RAPPRESENTATE .

VERGOGNA

Cliccate qui per vedere la foto.

2) Consiglio Comunale. Su proposta di Rifondazione Comunista approvata una mozione contro la Turbogas

Mozione_Turbogas[1]Il 18 novembre scorso, dopo 20 mesi, il presidio no Turbogas è stato sgomberato con un´operazione militare. Più di 300 uomini tra polizia, carabinieri e guardie forestali, alle 3 di notte hanno circondato il presidio e, dopo aver portato via i tre ragazzi che dormivano dentro, hanno "difeso" il terreno, mentre operai della Sorgenia procedevano alla recinzione dello stesso.

Il Presidio è stato per 20 mesi un centro di democrazia diretta, aperto e solidale con tutte le vertenze per la tutela dei beni comuni, vissuto e partecipato intensamente dalla popolazione e da centinaia di cittadini che lo hanno animato e sorretto. Lì si è svolta una delle più riuscite riunioni del Patto di Mutuo Soccorso. Lì si è tenuto un partecipatissimo campeggio estivo, condiviso con tutte le vertenze ambientali aperte del Lazio e con numerose delegazioni nazionali.

I consumi di energia andrebbero radicalmente ridotti.

L´energia prodotta dovrebbe essere "pulita, territoriale e democratica".

Per questo dobbiamo opporci all´ imposizione dall´alto di un modello energetico basato sulla produzione di energia "termica, centralizzata e militarizzata".

La proliferazione di impianti di combustione come centrali elettriche o inceneritori, di rigassificatori di metano - gas serra molti più pericolo della CO2 -, di grandi opere viarie che perpetuano l´attuale modello di mobilità sono ulteriori passi nell´aggravamento dei problemi derivanti dal riscaldamento climatico. La lotta contro l´attacco all´ambiente e alla salute delle persone che queste opere comportano è la stessa lotta contro gli effetti del cambiamento climatico.

Le nocività, i cancri e non di meno i cambiamenti climatici dimostrano la strutturale insostenibilità del sistema capitalistico, il quale a fronte della contraddizione capitale-natura può sopravvivere solo scaricando sulle popolazioni e le fasce deboli delle stesse i costi umani, ambientali e dell´appropriazione mani militari delle risorse naturali collettive.

La lotta alle nocività e il contrasto ai cambiamenti climatici - che tra le altre cose aggraverà fortemente la scarsità idrica nel nostro paese rafforzando le spinte da parte dei privati per appropriarsi di questa risorsa e trasformarla in fonte di profitti - sono parte della medesima battaglia di chi crede che un mondo migliore, e un altro modello di sviluppo, siano possibili.

Per questo motivo come Rifondazione Comunista ci siamo da sempre schierati contro la Turbogas di Aprilia, ma anche contro l´inceneritore di Albano e l´autostrada Roma-Latina. E per questo stesso motivo oggi proponiamo all´approvazione del consiglio comunale questa mozione.

Cliccando sull'immagine all'inizio del testo la mozione approvata con 19 voti favorevoli.

3) 13 febbraio. Sciopero generale
Sciopero_Generale[1]Cliccando nell'immagine qui di seguito il volantino del Partito che spiega il perché Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero.

Il nostro sciopero, il vostro sciopero

di Carlo Podda * e Gianni Rinaldini **

su Il Manifesto del 10/02/2009

Lo sciopero di venerdì prossimo della Funzione pubblica e della Fiom-Cgil è uno sciopero «per uscire» dalla crisi, per chiedere al governo Berlusconi una svolta di politica economica. Uno sciopero contro la Confindustria e le associazioni imprenditoriali che sostengono le misure del governo e attuano la pratica degli accordi separati. Il nostro sciopero è per uscire da questa crisi con un paese diverso, contro le attuali diseguaglianze sociali. La crisi economica che attraversiamo segna il limite di un modello, quello neoliberista, e dell'assunto secondo il quale la crescita sarebbe un elemento stabile del sistema, immutabile, inarrestabile.
Il sistema economico neoliberista si è mostrato al mondo in tutta la sua fragilità, trascinandoci in una crisi senza precedenti dal secondo dopoguerra. Per molti di noi questa degenerazione del sistema economico e finanziario era evidente da tempo, giacché questo sistema si è strutturato sulle diseguaglianze, aggravatesi nel corso degli ultimi 15 anni, e la sua crescita si è nutrita della riduzione dei costi, della competitività al ribasso, della riduzione dei redditi, della precarietà. Oggi è chiaro a tutti come questo modello vada ribaltato: la ricchezza non si può creare deregolando la contrattazione e le tutele sul lavoro, lasciando al mercato il compito di regolatore del sistema, ma va redistribuita attraverso i redditi. É la redistribuzione stessa ad essere fonte di una diversa crescita economica compatibile con l'ambiente.
Affinché i costi della crisi non siano scaricati sul lavoro dipendente, sui precari, sui pensionati e sullo stato sociale, sono necessarie misure urgenti di sostegno al reddito e all'occupazione.
Per questo il nostro sciopero avanza alcune richieste puntuali: 1) continuità del lavoro, perché solo garantendo ai lavoratori il loro potere d'acquisto si può affrontare la ripresa; 2) più ammortizzatori sociali, soprattutto per chi ne è oggi privo - cassa integrazione all'80% effettivo della retribuzione, non al 60%; 3) proroga dei rapporti di lavoro precari, nella prospettiva della loro stabilizzazione. Solo garantendo la continuità del lavoro si possono tutelare i lavoratori, che altrimenti verranno licenziati; 4) sosteniamo il testo unico sulla sicurezza, che vergognosamente governo e Confindustria vogliono peggiorare, mentre continua la strage quotidiana degli infortuni sul lavoro; 5) meno fisco sui redditi direttamente nel salario nazionale; aumento delle detrazioni per il lavoro dipendente; restituzione del fiscal drag. Chiediamo al governo di investire nei redditi attraverso la fiscalità, e di finanziare queste spese con i 10 miliardi di euro di attivo di bilancio sottratti all'Inail, sottolineando che questi 10 miliardi sono frutto anche di contributi versati dai lavoratori, e tornando a combattere seriamente l'evasione fiscale. Non bisogna dimenticare che negli scorsi anni la gestione della cassa integrazione è stata ampiamente in attivo, al punto che gli utili sono stati utilizzati per scopi diversi da quelli per cui erano preposti; 6) investire nella manutenzione, lasciando da parte le opere faraoniche, più utili per la propaganda che per lo sviluppo, fornendo agli enti locali le risorse necessarie. La manutenzione crea sevizi, li mantiene appunto, è motore di sviluppo; 7) investire sul welfare, cominciando col mantenere in funzione i servizi già esistenti, come nel caso dei servizi gestiti dei precari della sanità e delle cooperative sociali, che rischiano di perdere il posto di lavoro. Il welfare locale rappresenta una fonte di reddito indiretto per i lavoratori e la generalità dei cittadini, di vitale importanza soprattutto in momenti di crisi; 8) contro l'accordo separato del 22 gennaio sulla riforma del modello contrattuale che riesce a peggiorare i limiti ormai evidenti dello stesso accordo del 23 luglio. Una volta attuato, questo accordo imporrebbe una riduzione strutturale e sistematica delle retribuzioni dei lavoratori, e un forte indebolimento del contratto nazionale, con gli attacchi alla democrazia e al diritto di sciopero, cioè all'essenza stessa del sindacato. Chiediamo il referendum perché le lavoratrici e di lavoratori hanno il diritto di decidere su piattaforme ed accordi che riguardano la loro condizione.
La Cgil sciopera come d'altronde scioperano i maggiori sindacati d'Europa. Lo riteniamo necessario. A tutti i neo-kenesiani dell'ultima ora, ricordiamo che il modello keynesiano stesso, negli Stati uniti, fu il prodotto di una lunga fase di lotte e tensioni sociali. I lavoratori italiani sono oggi chiamati alla mobilitazione proprio perché solo invertendo la rotta, ribaltando il modello economico dominante, è possibile affrontare questa crisi. Comprendiamo quanto difficile sia il momento. Abbiamo compreso nelle molte assemblee fatte tra i lavoratori in questi giorni quanto costi uno sciopero e che sacrificio rappresenti. Ma oggi più che mai, proprio mentre viene messo in discussione, lo sciopero è il solo strumento che i lavoratori possano mettere in campo per ottenere dei risultati.
Questo governo vive una deriva autoritaria evidente. La avvertiamo sui temi del lavoro, ma non possiamo non notare che su temi come l'immigrazione clandestina, con l'eliminazione del divieto di segnalazione che contrasteremo con l'obiezione di coscienza, e sui temi etici, con lo scontro istituzionale ingaggiato con il presidente Napolitano, l'esecutivo metta in discussione i più basilari principi democratici e costituzionali. La difesa della Costituzione diventa necessariamente un altro punto della nostra mobilitazione, perché se salta il patto tra stato e cittadini, cioè in assenza di una forte delimitazione della discrezionalità del «potere», questi ultimi diventano sudditi. Con noi in piazza, il 13 Febbraio, ci sarà, tra le tante organizzazioni aderenti, anche l'Associazione nazionale partigiani (Anpi), una di quelle associazioni che questo governo vorrebbe chiudere, proprio perché oggi la difesa della nostra «carta» costitutiva, quella repubblicana e antifascista, diventa una battaglia anche e soprattutto del mondo del lavoro, oltre che della generalità dei cittadini. La manifestazione di piazza San Giovanni sarà quindi una manifestazione in difesa dei diritti di tutti, e tutte e tutti sono invitati a partecipare.

* Segretario generale Fp-Cgil

** Segretario generale Fiom-Cgil

Consultorio: Mirarchi, uno sforzo positivo per portare avanti e migliorare ciò che è iniziato 30 anni fa

scritto da prcpomezia il martedì, 21 ottobre 2008,14:36
Di seguito la lettera che l'Assessore Mirarchi ha scritto ai responsabili locali dell'ASL e al referente del Consultorio di Pomezia.
 
 
Oggetto: fondi regionali destinati alla riqualificazione e al rilancio dei consultori familiari del Lazio

In un clima politico, sociale sempre più preoccupante per la dignità e la libertà delle donne, accolgo con apprezzamento l'iniziativa della Regione Lazio che ha deliberato uno stanziamento di fondi per il rilancio e la riqualificazione dei consultori familiari del Lazio, per ricollocarli al centro del sistema dei servizi di welfare. Con questa delibera le Asl dovranno presentare progetti sperimentali che riguardano cinque aree di attività: la mediazione familiare, le attività di prevenzione e sostegno dei casi di violenza, interventi di ascolto e mediazione culturale accesso ai servizi dei cittadini stranieri e le attività di sostegno ai genitori. La popolazione del Comune di Pomezia è in forte crescita, credo sia giusto sfruttare questa opportunità e sono certa che stiate già lavorando in questa direzione. Gli operatori e le operatrici dei Consultori della ASL RM H4 di Pomezia si sono sempre attivati e ancora stanno operando perché questo patrimonio unico non venga disperso. Credo che assieme a loro, quello che è stato il frutto di tante esperienze innovative nei contenuti e nelle modalità operative, condotte da professioniste/i che hanno prodotto esperienze spesso esemplari, vada decisamente valorizzato e pubblicizzato ed incrementato ulteriormente anche con la collaborazione del Comune di Pomezia. La legge 194, frutto della grande stagione di mobilitazione delle donne negli anni '70 e che simbolicamente rappresenta il riconoscimento della loro (nostra) autodeterminazione, dovrebbe, secondo me, essere attuata pienamente con strutture e servizi adeguati e col potenziamento e la formazione continua del personale dedicato a questi servizi. Sono certa che sarete concordi nella necessità di uno sforzo positivo per portare avanti e migliorare ciò che è iniziato 30 anni fa. Le attività consultoriali, hanno rappresentato e rappresentano un importante presidio di riferimento, soprattutto per le fasce svantaggiate della popolazione (immigrata ma non solo!), che hanno grandi difficoltà e poche altre alternative, ma crediamo che possano e debbano essere un servizio per tutte/i, specie per le giovani generazioni che spesso non sanno nemmeno che cosa significhi questa parola e quali lunghe fatiche e conquiste ci siano volute per attuarli anche nelle nostre città. In conclusione, credo fermamente che i Consultori Familiari rappresentano un patrimonio prezioso, sia per l'esperienza accumulata dalla loro nascita, sia per le ragioni di fondo della loro esistenza: non sono residui del passato, ma fondamenti per sistemi sanitari del futuro, volti a promuovere la salute pubblica. Auspicabile quindi un impegno organizzato da parte di tutti noi.

L’assessore Anna Mirarchi

Boager: Interrograzione sulla caccia

scritto da prcpomezia il lunedì, 06 ottobre 2008,17:52

Interrogazione.cacciaCliccando nell'immagine qui accanto troverte un'interrogazione presentata alcuni giorni fa - su espressa richiesta di alcune associazioni contro la caccia - dal Capogruppo Consiliare del PRC Franco Boager.

Rinnoviamo la nostra fiducia all'Assessore Mirarchi

scritto da prcpomezia il giovedì, 11 settembre 2008,09:54

L’Assessore alle politiche sociali del Comune di Pomezia, Anna Mirarchi, sin da quando si è insediata l’amministrazione comunale di centrosinistra, ha posto particolare attenzione al tema della casa, da troppo tempo dimenticato dalle precedenti amministrazioni, quando non strumentalizzato per fini meramente politici, conseguendo risultati concreti, anche grazie alla collaborazione con l’Ater, e nonostante la cronica mancanza di fondi per una politica della casa al passo con le esigenze delle fasce più deboli della società.
Tale impegno, negli ultimi tempi, ha portato l’Assessore Mirarchi ad essere bersaglio di numerosi attacchi, anche attraverso alcuni organi di stampa.
Non è nostra intenzione rispondere a chi, in maniera azzardata, fa riferimento a non meglio precisate e poco limpide promesse elettorali in questo ambito: si tratta di un comportamento e di metodi estranei all’assessore Mirarchi e alla forza politica cui appartiene.
Quanto al merito, è ovvio, e anche utile, che tra la collettività e l’amministrazione vi sia una dialettica, anche accesa, quando ciò è finalizzato a migliorare i servizi ed il rapporto tra governo locale e cittadinanza.
E’ altrettanto ovvio che, talvolta, l’azione politica, quando opera in settori delicati come quello dell’edilizia pubblica, possa scatenare le reazioni di chi vorrebbe conservare una situazione di fatto che certamente non giova ai cittadini bisognosi di casa.
Su questo punto, l’operato dell’Assessore Mirarchi non potrà che proseguire sulla strada già intrapresa, che è quella del massimo rispetto della legalità, della trasparenza degli atti amministrativi, dell’impegno a rispondere - coi pochi mezzi a disposizione -all’emergenza abitativa sulla base delle condizioni di bisogno dei cittadini, senza favoritismi né particolarismi.
Il vero problema da affrontare è, piuttosto, quello della carenza di case popolari a fronte del bisogno della collettività. Si tratta di un problema che travalica le competenze dell’assessorato alle politiche sociali e riguarda l’intera amministrazione e chi la guida: l’assessorato all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici, per ciò che attiene alla costruzione di nuovi complessi di edilizia popolare; l’assessorato al bilancio ed al patrimonio, per ciò che attiene alla gestione economica; infine, l’Assessorato alle Politiche Sociali per quanto riguarda la gestione delle graduatorie e l’assegnazione degli alloggi. Prima ancora, però, riguarda le scelte politico-amministrative dell’intera amministrazione, che deve concentrarsi prioritariamente al reperimento dei fondi ed alla elaborazione di un programma concreto per affrontare in maniera adeguata il problema della edilizia popolare.
In una recente lettera si chiedevano le dimissioni dell’Assessore Mirarchi. Noi, nel confermare la piena fiducia e la massima solidarietà nei confronti dell’Assessore Mirarchi, rilanciamo con forza la necessità che tutta l’Amministrazione si faccia carico di tale questione e che immediatamente si assumano delle iniziative in riguardo.
Innanzi tutto, si compiano gli atti amministrativi necessari a consentire finalmente alle numerose cooperative edilizie esistenti, che da anni ed anni sono in attesa, di poter realizzare i loro progetti edilizi, dando così la possibilità a tanti giovani di avere un’abitazione a prezzi contenuti.
Si prevedano inoltre apposite aree da destinare all’autocostruzione, una pratica che sta prendendo sempre più piede specie in comuni dell’Umbria.
Infine, e soprattutto, si cominci a discutere da oggi affinché nel prossimo bilancio siano previsti ingenti fondi a favore dell’edilizio popolare pubblica.
Rifondazione Comunista si impegnerà all’interno dell’attuale maggioranza perché queste proposte trovino concreta e reale applicazione, con la speranza che i nostri alleati condividano le nostre idee, per costruire una città più giusta ed eguale.

Giornata della donna

scritto da prcpomezia il sabato, 10 marzo 2007,12:47

Su iniziativa dell'Assessorato alle Politiche Sociali, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e famiglia, l'amminstrazione comunale del Comune di Pomezia ha deciso per la festa della donna di fare un regalo diverso alle proprie dipendenti rispetto al solito. La cifra stanziata è di 3000 €.

In occasione della giornata della donna, l'Amministrazione Comunale ha deciso di sostenere la campagna "Riscriviamo il futuro" con cui l'organizzazione internazionale Save the Children intende assicurare entro il 2010 l'istruzione di qualità ad 8 milioni di bambini che vivono in contesti di guerra.

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categoria:attività istituzionale
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