Inceneritore di Albano

scritto da prcpomezia il martedì, 21 aprile 2009,17:24

COMUNICATO STAMPA

RIFIUTI, ALBANO. PRC: “COMPROMESSI I RAPPORTI CON LA MAGGIORANZA”

“Ilsì’ da parte della Regione all’inceneritore di Albano nella Conferenza dei servizi che si è riunita ieri è un fatto grave che crea un ulteriore scollamento della Giunta Marrazzo dalle comunità locali e compromette i rapporti all’interno della maggioranza”. Lo dichiarano in una nota congiunta la segretaria regionale del Prc Loredana Fraleone e il capogruppo alla Regione Ivano Peduzzi. “Per Rifondazione comunista, come abbiamo sottolineato più volte – aggiungono - quella di Albano è una questione cruciale su cui non siamo disposti a compromessi. L’inceneritore non risolve il problema del ciclo dei rifiuti, danneggia la salute dei cittadini e il territorio, umilia le amministrazioni locali che com’è noto hanno espresso chiaramente contrarietà al progetto. Non vorremmo   - proseguono - che per l’ennesima volta risultasse più importante accontentare gli interessi di pochi rispetto a quelli collettivi.

Il Prc Lazio, a questo punto, prende atto della posizione del presidente Marrazzo e della rottura che si è determinata e valuterà nel prossimo Comitato politico regionale le decisioni da prendere e le iniziative da mettere in campo”.  

Roma, 21 aprile 2009

No al nucleare

scritto da prcpomezia il martedì, 10 marzo 2009,14:53
090303nucleareAl Governo Berlusconi mancava solo questa ciliegina sulla torta.volantinonucleare
Così, non curante delle decisione che tutto il popolo
italiano assunse nel 1987 con il referendum che proibì l'utilizzo del nucleare in Italia, lui da solo decide che è il momento di cancellare quella decisione e di rilanciare il nucleare.
Il Partito della Rifondazione Comunista si impegnerà, a partire dai territori, contro questa decisione. Per un'energia che sia pulita.
Senza il consenso popolare non si fa nulla. Questa è la lezione che ci viene da grandi movimenti come i No-Tav e i No Dal Molin. Per questo anche noi saremo parte delle migliaia di cittadini che protesteranno e si opporranno al nucleare.
Loro posso prendere le decisioni che vogliono. Ma noi non gli consentiremo mai di passare sopra le nostre teste e di decidere delle nostre vite.
categoria:ambiente, manifesti, beni comuni
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Newsletter periodica dell'11/02/2009

scritto da prcpomezia il giovedì, 12 febbraio 2009,10:13

Newsletter periodica del circolo di Pomezia del Partito della Rifondazione Comunista.

I temi:

1) Consiglio Comunale. La protesta di Rifondazione Comunista e della Sinistra contro lo sbarramento al 4% alle europee

2) Consiglio Comunale. Su proposta di Rifondazione Comunista approvata una mozione contro la Turbogas

3) 13 febbraio. Sciopero generale


 1) Consiglio Comunale. La protesta di Rifondazione Comunista e della Sinistra contro lo sbarramento al 4% alle europee

IMBAVAGLIATI

DALL´ ULTERIORE ACCORDO LIBERTICIDA VELTRONI/BERLUSCONI

CHE - IMPONENDO LA SOGLIA DI SBARRAMENTO DEL 4% ALLE ELEZIONI EUROPEE - HA DI FATTO NEGATO IL DIRITTO COSTITUZIONALMENTE GARANTITO ALLE CD. MINORANZE POLITICHE DI POTER CONTINUARE AD ESSERE ISTITUZIONALMENTE RAPPRESENTATE .

VERGOGNA

Cliccate qui per vedere la foto.

2) Consiglio Comunale. Su proposta di Rifondazione Comunista approvata una mozione contro la Turbogas

Mozione_Turbogas[1]Il 18 novembre scorso, dopo 20 mesi, il presidio no Turbogas è stato sgomberato con un´operazione militare. Più di 300 uomini tra polizia, carabinieri e guardie forestali, alle 3 di notte hanno circondato il presidio e, dopo aver portato via i tre ragazzi che dormivano dentro, hanno "difeso" il terreno, mentre operai della Sorgenia procedevano alla recinzione dello stesso.

Il Presidio è stato per 20 mesi un centro di democrazia diretta, aperto e solidale con tutte le vertenze per la tutela dei beni comuni, vissuto e partecipato intensamente dalla popolazione e da centinaia di cittadini che lo hanno animato e sorretto. Lì si è svolta una delle più riuscite riunioni del Patto di Mutuo Soccorso. Lì si è tenuto un partecipatissimo campeggio estivo, condiviso con tutte le vertenze ambientali aperte del Lazio e con numerose delegazioni nazionali.

I consumi di energia andrebbero radicalmente ridotti.

L´energia prodotta dovrebbe essere "pulita, territoriale e democratica".

Per questo dobbiamo opporci all´ imposizione dall´alto di un modello energetico basato sulla produzione di energia "termica, centralizzata e militarizzata".

La proliferazione di impianti di combustione come centrali elettriche o inceneritori, di rigassificatori di metano - gas serra molti più pericolo della CO2 -, di grandi opere viarie che perpetuano l´attuale modello di mobilità sono ulteriori passi nell´aggravamento dei problemi derivanti dal riscaldamento climatico. La lotta contro l´attacco all´ambiente e alla salute delle persone che queste opere comportano è la stessa lotta contro gli effetti del cambiamento climatico.

Le nocività, i cancri e non di meno i cambiamenti climatici dimostrano la strutturale insostenibilità del sistema capitalistico, il quale a fronte della contraddizione capitale-natura può sopravvivere solo scaricando sulle popolazioni e le fasce deboli delle stesse i costi umani, ambientali e dell´appropriazione mani militari delle risorse naturali collettive.

La lotta alle nocività e il contrasto ai cambiamenti climatici - che tra le altre cose aggraverà fortemente la scarsità idrica nel nostro paese rafforzando le spinte da parte dei privati per appropriarsi di questa risorsa e trasformarla in fonte di profitti - sono parte della medesima battaglia di chi crede che un mondo migliore, e un altro modello di sviluppo, siano possibili.

Per questo motivo come Rifondazione Comunista ci siamo da sempre schierati contro la Turbogas di Aprilia, ma anche contro l´inceneritore di Albano e l´autostrada Roma-Latina. E per questo stesso motivo oggi proponiamo all´approvazione del consiglio comunale questa mozione.

Cliccando sull'immagine all'inizio del testo la mozione approvata con 19 voti favorevoli.

3) 13 febbraio. Sciopero generale
Sciopero_Generale[1]Cliccando nell'immagine qui di seguito il volantino del Partito che spiega il perché Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero.

Il nostro sciopero, il vostro sciopero

di Carlo Podda * e Gianni Rinaldini **

su Il Manifesto del 10/02/2009

Lo sciopero di venerdì prossimo della Funzione pubblica e della Fiom-Cgil è uno sciopero «per uscire» dalla crisi, per chiedere al governo Berlusconi una svolta di politica economica. Uno sciopero contro la Confindustria e le associazioni imprenditoriali che sostengono le misure del governo e attuano la pratica degli accordi separati. Il nostro sciopero è per uscire da questa crisi con un paese diverso, contro le attuali diseguaglianze sociali. La crisi economica che attraversiamo segna il limite di un modello, quello neoliberista, e dell'assunto secondo il quale la crescita sarebbe un elemento stabile del sistema, immutabile, inarrestabile.
Il sistema economico neoliberista si è mostrato al mondo in tutta la sua fragilità, trascinandoci in una crisi senza precedenti dal secondo dopoguerra. Per molti di noi questa degenerazione del sistema economico e finanziario era evidente da tempo, giacché questo sistema si è strutturato sulle diseguaglianze, aggravatesi nel corso degli ultimi 15 anni, e la sua crescita si è nutrita della riduzione dei costi, della competitività al ribasso, della riduzione dei redditi, della precarietà. Oggi è chiaro a tutti come questo modello vada ribaltato: la ricchezza non si può creare deregolando la contrattazione e le tutele sul lavoro, lasciando al mercato il compito di regolatore del sistema, ma va redistribuita attraverso i redditi. É la redistribuzione stessa ad essere fonte di una diversa crescita economica compatibile con l'ambiente.
Affinché i costi della crisi non siano scaricati sul lavoro dipendente, sui precari, sui pensionati e sullo stato sociale, sono necessarie misure urgenti di sostegno al reddito e all'occupazione.
Per questo il nostro sciopero avanza alcune richieste puntuali: 1) continuità del lavoro, perché solo garantendo ai lavoratori il loro potere d'acquisto si può affrontare la ripresa; 2) più ammortizzatori sociali, soprattutto per chi ne è oggi privo - cassa integrazione all'80% effettivo della retribuzione, non al 60%; 3) proroga dei rapporti di lavoro precari, nella prospettiva della loro stabilizzazione. Solo garantendo la continuità del lavoro si possono tutelare i lavoratori, che altrimenti verranno licenziati; 4) sosteniamo il testo unico sulla sicurezza, che vergognosamente governo e Confindustria vogliono peggiorare, mentre continua la strage quotidiana degli infortuni sul lavoro; 5) meno fisco sui redditi direttamente nel salario nazionale; aumento delle detrazioni per il lavoro dipendente; restituzione del fiscal drag. Chiediamo al governo di investire nei redditi attraverso la fiscalità, e di finanziare queste spese con i 10 miliardi di euro di attivo di bilancio sottratti all'Inail, sottolineando che questi 10 miliardi sono frutto anche di contributi versati dai lavoratori, e tornando a combattere seriamente l'evasione fiscale. Non bisogna dimenticare che negli scorsi anni la gestione della cassa integrazione è stata ampiamente in attivo, al punto che gli utili sono stati utilizzati per scopi diversi da quelli per cui erano preposti; 6) investire nella manutenzione, lasciando da parte le opere faraoniche, più utili per la propaganda che per lo sviluppo, fornendo agli enti locali le risorse necessarie. La manutenzione crea sevizi, li mantiene appunto, è motore di sviluppo; 7) investire sul welfare, cominciando col mantenere in funzione i servizi già esistenti, come nel caso dei servizi gestiti dei precari della sanità e delle cooperative sociali, che rischiano di perdere il posto di lavoro. Il welfare locale rappresenta una fonte di reddito indiretto per i lavoratori e la generalità dei cittadini, di vitale importanza soprattutto in momenti di crisi; 8) contro l'accordo separato del 22 gennaio sulla riforma del modello contrattuale che riesce a peggiorare i limiti ormai evidenti dello stesso accordo del 23 luglio. Una volta attuato, questo accordo imporrebbe una riduzione strutturale e sistematica delle retribuzioni dei lavoratori, e un forte indebolimento del contratto nazionale, con gli attacchi alla democrazia e al diritto di sciopero, cioè all'essenza stessa del sindacato. Chiediamo il referendum perché le lavoratrici e di lavoratori hanno il diritto di decidere su piattaforme ed accordi che riguardano la loro condizione.
La Cgil sciopera come d'altronde scioperano i maggiori sindacati d'Europa. Lo riteniamo necessario. A tutti i neo-kenesiani dell'ultima ora, ricordiamo che il modello keynesiano stesso, negli Stati uniti, fu il prodotto di una lunga fase di lotte e tensioni sociali. I lavoratori italiani sono oggi chiamati alla mobilitazione proprio perché solo invertendo la rotta, ribaltando il modello economico dominante, è possibile affrontare questa crisi. Comprendiamo quanto difficile sia il momento. Abbiamo compreso nelle molte assemblee fatte tra i lavoratori in questi giorni quanto costi uno sciopero e che sacrificio rappresenti. Ma oggi più che mai, proprio mentre viene messo in discussione, lo sciopero è il solo strumento che i lavoratori possano mettere in campo per ottenere dei risultati.
Questo governo vive una deriva autoritaria evidente. La avvertiamo sui temi del lavoro, ma non possiamo non notare che su temi come l'immigrazione clandestina, con l'eliminazione del divieto di segnalazione che contrasteremo con l'obiezione di coscienza, e sui temi etici, con lo scontro istituzionale ingaggiato con il presidente Napolitano, l'esecutivo metta in discussione i più basilari principi democratici e costituzionali. La difesa della Costituzione diventa necessariamente un altro punto della nostra mobilitazione, perché se salta il patto tra stato e cittadini, cioè in assenza di una forte delimitazione della discrezionalità del «potere», questi ultimi diventano sudditi. Con noi in piazza, il 13 Febbraio, ci sarà, tra le tante organizzazioni aderenti, anche l'Associazione nazionale partigiani (Anpi), una di quelle associazioni che questo governo vorrebbe chiudere, proprio perché oggi la difesa della nostra «carta» costitutiva, quella repubblicana e antifascista, diventa una battaglia anche e soprattutto del mondo del lavoro, oltre che della generalità dei cittadini. La manifestazione di piazza San Giovanni sarà quindi una manifestazione in difesa dei diritti di tutti, e tutte e tutti sono invitati a partecipare.

* Segretario generale Fp-Cgil

** Segretario generale Fiom-Cgil

Turbogas Aprilia: pericolo sgombero presidio

scritto da prcpomezia il lunedì, 06 ottobre 2008,17:57

Giorni caldi per la costruzione della Turbogas che dovrebbe sorgere ad Aprilia. Scadeva infatti oggi l'ultimatum del Prefetto di Latina per la firma - da parte della rete cittadina No Turbogas - di un accordo che dava il via libera a Sorgenia per le attività di Carotaggio.

Il rifiuto dei cittadini di Aprilia, in 500 riuniti ieri mattina davanti al municipio del loro Comune, è stato netto.

Per questo motivo da mercoledì mattina in ogni momento può iniziare lo sgombero forzato del presidio.

Come Rifondazione Comunista di Pomezia sosteniamo la lotta dei cittadini di Aprilia e saremo presenti il più possibile nei prossimi giorni a dar man forte, per ribadire:

- che non si possono assumere decisioni che riguardano un territorio contro la volontà dei cittadini che quel territorio vivono;

- che i beni comuni vanno difesi dagli attacchi selvaggi protratti in questi anni (e di cui la Turbogas di Aprilia e l'inceneritore di Albano rappresentano esempi importanti).

Invitiamo i cittadini di Pomezia a mobilitarsi in tanti a sostegno della Rete Cittadina No Turbogas, considerato anche che il nostro Comune è nella "zona rossa" a rischio emissioni.

 

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*Aprilia Turbogas. Peduzzi, (Prc): "Marrazzo intervenga subito dal Prefetto"*

Ivano Peduzzi, capogruppo Prc alla regione Lazio chiede l'immediato intervento da parte del presidente Piero Marrazzo.

"Le proposte avanzate dal Prefetto di Latina Bruno Frattasi, nelle quali si prevede lo sgombero del presidio e successivamente l'inizio dei lavori preliminari per la realizzazione della centrale Turbogas di Aprilia, sono inacettabili." E' quanto dichiara Ivano Peduzzi, capogruppo Prc alla Regione Lazio.

"Ho chiesto - prosegue Peduzzi - l'intervento del presidente Marrazzo per ribadire gli impegni presi un anno fa nel rispetto dell'iter amministrativo concordato. Al momento non esistono i presupposti per consentire l'avvio ai lavori di un progetto che non ha ancora i requisiti legali, in mancanza di un adeguato monitoraggio ambientale che darà i risultati non prima del prossimo 25 dicembre. Il tavolo tecnico al Consiglio regionale è convocato per il 15 ottobre. Le continue insistenze al Prefetto da parte della Sorgenia sono un vero e proprio affronto, volto ad accelerare lo sgombero del presidio permanente e dare il via ai i lavori in barba alle istituzioni e in netto contrasto con il volere dei cittadini e delle amministrazioni locali.

Il prossimo 8 ottobre, - conclude Peduzzi - saremo al fianco della rete dei cittadini per manifestare il nostro dissenso sull'evoluzione di questa vicenda."

*Roma, 6 ottobre 2008*


 

Tutte le informazioni del caso le si possono trovare sul sito della Rete: www.noturbogasaprilia.it

2008-10-08-Tutti-al-Presidio-per-fermare-i-lavori-illegali-di-Sorgenia

categoria:ambiente, beni comuni
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Il PRC contro gli inceneritori, per la raccolta differenziata porta a porta

scritto da prcpomezia il martedì, 29 luglio 2008,13:34

Comunicato stampa scritto qualche tempo fa sempre in merito all'ipotesi di costruzione di un inceneritore ad Albano Laziale.


Come Rifondazione Comunista prendiamo atto della smentita del sindaco di Pomezia, Enrico De Fusco, in merito alla lettera firmata da dieci sindaci di Comuni della zona che richiedevano un nuovo gassificatore proprio in questa parte di territorio. Da parte nostra siamo e saremo sempre contrari a tutti quegli impianti (gassificatori, inceneritori) che mettano a rischio la salute dei cittadini e provochino danni all’ambiente. La nostra lotta da sempre è rivolta a tale problematica perché, non solo a Pomezia, ma in generale in tutto il territorio italiano, non vengano creati ulteriori impianti per lo smaltimento. Rifondazione Comunista è per il potenziamento della raccolta differenziata, specie quella porta a porta, che renda di fatto inutili tali impianti, a vantaggio di tutti i cittadini.

Come amministrazione a Pomezia, attraverso l’opera dell’Assessorato all’Ambiente, stiamo lanciando la prima fase di sperimentazione della raccolta porta a porta nei quartieri di Torvajanica Alta e Martin Pescatore. Ciò è reso possibile anche grazie alla vice-presidente della Provincia di Roma, Pina Rozzo, che ha messo a disposizione fondi per tutti i Comuni della stessa Provincia che avessero intenzione di partire con tale pratica.

Crediamo che un’altra Pomezia possibile parta anche dal giusto smaltimento dei rifiuti.

Come circolo di Pomezia del Partito della Rifondazione Comunista, il nostro impegno, all’interno dell’attuale Amministrazione va in questo senso.

No all'autostrada Roma-Latina

scritto da prcpomezia il martedì, 15 luglio 2008,12:11

Rifondazione Comunista di Pomezia ha espresso in varie sedi la propria contrarietà all'autostrada Roma-Latina. Questo è il volantino distribuito nei giorni precedenti e nello stesso giorno della manifestazione del 7 giugno scorso a Pomezia.

Cliccando sull'immagine il file in pdf.

categoria:ambiente, volantini, trasporti
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Rifondazione Comunista contro il termovalorizzatore

scritto da prcpomezia il martedì, 01 luglio 2008,13:14

Dopo un periodo di interruzione riprendiamo ad aggiornare questo blog con l'impegno di farlo, d'ora in poi, abitualmente e costantemente. In questi giorni posteremo più del solito per recuperare le cose fatte almeno nell'ultimo periodo.


Il Partito della Rifondazione Comunista accanto alle associazioni ambientaliste ha partecipato al sit-in di protesta indetto in occasione della seduta straordinaria del Consiglio regionale sul decreto di integrazione al piano dei rifiuti del presidente Marrazzo.

Rifondazione Comunista assieme a Verdi e Sd hanno chiesto al presidente della Regione sette modifiche fondamentali al documento prima dell'adozione di qualunque provvedimento. In sostanza si chiede di escludere dalle previsioni l'impianto di termovalorizzazione di Albano Laziale e qualunque ampliamento della discarica di Malagrotta; la revisione dell'offerta di impianti per il trattamento meccanico-biologico; la reintroduzione degli obiettivi e delle misure rivolte alla riduzione della produzione di rifiuti; la conferma degli obiettivi già previsti sulla raccolta differenziata con il raggiungimento del 50% entro il 2010; la previsione delle gare previste dalla normativa europea per ogni eventuale autorizzazione a nuovi impianti di smaltimento; infine, la definizione di processi di informazione e partecipazione di enti locali e cittadini nelle fasi di attuazione del piano.

Sette punti fondamentali dunque per Prc, Verdi e Sd per riportare il Piano su linee programmatiche condivisibili.

Il documento Marrazzo così com'è punta esclusivamente sugli inceneritori e per giustificare l'impianto di Albano non prevede interventi di impiantistica per la lavorazione della raccolta differenziata, continuando a basarsi sull'uso delle discariche senza alcun riferimento a politiche su riduzione e riuso. Inoltre, propone uno scenario che prevede un continuo aumento della quantità dei rifiuti prodotti, già contraddetto dai dati del 2006-2007 che parlano di una costante diminuzione della produzione procapite nella nostra regione. In realtà la questione è semplice: gli inceneritori necessitano di un grande quantitativo di rifiuti da bruciare e più rifiuti si producono più ‘carburante' c'è per gli impianti. In questa logica la raccolta differenziata, con conseguente riciclo e riuso, fa diminuire il ‘carburante' disponibile e mal si concilia con gli interessi delle lobby dei rifiuti che dal binomio termovalorizzatori-discariche traggono profitti enormi. Un quadro che vede dominare gli interessi dei privati rispetto alla necessità pubblica di garantire un ciclo dei rifiuti efficiente e rispettoso della salute dei cittadini. Non è un caso che ancora oggi , dopo 9 anni di commissariamento, nel Lazio ancora non decolla la raccolta differenziata. A questo gioco noi non ci stiamo. Per tutti questi motivi, se alla data del 24 non ci saranno risposte concrete alle menzionate richieste di modifica dell'integrazione al Piano, Rifondazione Comunista preannuncia il suo voto contrario al piano regionale sui rifiuti presentato dal Presidente Marrazzo.

Il circolo di Pomezia del Partito della Rifondazione Comunista, in analogia all’atteggiamento assunto dai propri rappresentanti regionali, nel manifestare tutta la sua contrarietà a detto piano, evidenzia che continuerà la propria mobilitazione in difesa del territorio, contro tutti i tentativi di speculazione che sullo stesso sono in atto a scapito dei reali interessi della cittadinanza. Contro quindi la costruzione del termovalorizzatore di Albano, della centrale Turbogas di Aprilia e l'autrostrada Roma-Latina.


La segetaria: Concetta De Marco; Il direttivo; Il capogruppo consiliare: Francesco Boager; L'assessore alle Politiche Sociali: Anna Mirarchi

categoria:ambiente, comunicati stampa, rifiuti
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