L’Assessore alle politiche sociali del Comune di Pomezia, Anna Mirarchi, sin da quando si è insediata l’amministrazione comunale di centrosinistra, ha posto particolare attenzione al tema della casa, da troppo tempo dimenticato dalle precedenti amministrazioni, quando non strumentalizzato per fini meramente politici, conseguendo risultati concreti, anche grazie alla collaborazione con l’Ater, e nonostante la cronica mancanza di fondi per una politica della casa al passo con le esigenze delle fasce più deboli della società.
Tale impegno, negli ultimi tempi, ha portato l’Assessore Mirarchi ad essere bersaglio di numerosi attacchi, anche attraverso alcuni organi di stampa.
Non è nostra intenzione rispondere a chi, in maniera azzardata, fa riferimento a non meglio precisate e poco limpide promesse elettorali in questo ambito: si tratta di un comportamento e di metodi estranei all’assessore Mirarchi e alla forza politica cui appartiene.
Quanto al merito, è ovvio, e anche utile, che tra la collettività e l’amministrazione vi sia una dialettica, anche accesa, quando ciò è finalizzato a migliorare i servizi ed il rapporto tra governo locale e cittadinanza.
E’ altrettanto ovvio che, talvolta, l’azione politica, quando opera in settori delicati come quello dell’edilizia pubblica, possa scatenare le reazioni di chi vorrebbe conservare una situazione di fatto che certamente non giova ai cittadini bisognosi di casa.
Su questo punto, l’operato dell’Assessore Mirarchi non potrà che proseguire sulla strada già intrapresa, che è quella del massimo rispetto della legalità, della trasparenza degli atti amministrativi, dell’impegno a rispondere - coi pochi mezzi a disposizione -all’emergenza abitativa sulla base delle condizioni di bisogno dei cittadini, senza favoritismi né particolarismi.
Il vero problema da affrontare è, piuttosto, quello della carenza di case popolari a fronte del bisogno della collettività. Si tratta di un problema che travalica le competenze dell’assessorato alle politiche sociali e riguarda l’intera amministrazione e chi la guida: l’assessorato all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici, per ciò che attiene alla costruzione di nuovi complessi di edilizia popolare; l’assessorato al bilancio ed al patrimonio, per ciò che attiene alla gestione economica; infine, l’Assessorato alle Politiche Sociali per quanto riguarda la gestione delle graduatorie e l’assegnazione degli alloggi. Prima ancora, però, riguarda le scelte politico-amministrative dell’intera amministrazione, che deve concentrarsi prioritariamente al reperimento dei fondi ed alla elaborazione di un programma concreto per affrontare in maniera adeguata il problema della edilizia popolare.
In una recente lettera si chiedevano le dimissioni dell’Assessore Mirarchi. Noi, nel confermare la piena fiducia e la massima solidarietà nei confronti dell’Assessore Mirarchi, rilanciamo con forza la necessità che tutta l’Amministrazione si faccia carico di tale questione e che immediatamente si assumano delle iniziative in riguardo.
Innanzi tutto, si compiano gli atti amministrativi necessari a consentire finalmente alle numerose cooperative edilizie esistenti, che da anni ed anni sono in attesa, di poter realizzare i loro progetti edilizi, dando così la possibilità a tanti giovani di avere un’abitazione a prezzi contenuti.
Si prevedano inoltre apposite aree da destinare all’autocostruzione, una pratica che sta prendendo sempre più piede specie in comuni dell’Umbria.
Infine, e soprattutto, si cominci a discutere da oggi affinché nel prossimo bilancio siano previsti ingenti fondi a favore dell’edilizio popolare pubblica.
Rifondazione Comunista si impegnerà all’interno dell’attuale maggioranza perché queste proposte trovino concreta e reale applicazione, con la speranza che i nostri alleati condividano le nostre idee, per costruire una città più giusta ed eguale.