NO AL REVISIONISMO STORICO

scritto da prcpomezia il mercoledì, 14 febbraio 2007,15:40

Al Sindaco di Pomezia

On. Enrico De Fusco

 

e, p.c. al Presidente del Consiglio

Marco Mesturini

 

 

NO AL REVISIONISMO STORICO

 

In merito al manifesto apparso sui muri della nostra città a firma del Sindaco e del Presidente del Consiglio, sulla tematica delle foibe, non possiamo che dissentire per la totale assenza di discussione all’interno della giunta e della maggioranza.

 

Il Partito della Rifondazione Comunista ritiene che nell'affrontare il tema così delicato delle Foibe e dell'esodo istriano, fatti avvenuti tra il 1943 e il 1947, il modo più rispettoso e corretto di far luce su questi drammatici eventi sia quello di ricostruirne il contesto storico. Contesto storico che non può limitarsi solo al periodo successivo all'armistizio, ma deve necessariamente comprendere gli oltre venti anni di politica nazionalistica di repressione e negazione dell'identità attuata ai danni delle minoranze slave da parte del regime fascista. Infatti l'italianizzazione attuata fin dal 1920 ha comportato azioni pesantissime nei confronti delle popolazioni istriane e dalmate (confisca dei beni, discriminazione linguistica e culturale) e della società civile (chiusura delle camere del lavoro, di associazioni e di partiti politici). Su questo argomento gli storici hanno già scritto molto (basta consultare ad esempio l’Istituto storico della resistenza di Trieste).

 

RITENIAMO, inoltre che gli episodi suddetti, pur nella loro efferatezza, non devono e non possono essere utilizzati per sminuire le responsabilità dei regimi nazi-fascisti e la portata dei loro crimini, condotti in nome di un'ideologia basata sulla superiorità della razza, né tantomeno il dato inconfutabile della loro sconfitta ad opera delle forze alleate e dei movimenti di Resistenza partigiana.

 

CONSIDERIAMO CHE i valori della pace e del dialogo sono l'unico metodo percorribile per assicurare la convivenza civile tra i popoli, e che la ricomposizione di eventuali controversie e questioni in sospeso compete agli organismi democratici dell'Unione Europea, sede di cui Italia e Slovenia fanno parte a pieno titolo e che presto vedrà l'ingresso della Croazia.

 

CONDANNIAMO l'uso della violenza come strumento di risoluzione dei conflitti e qualunque forma di nazionalismo, in particolare quelle rivolte ad alimentare l'odio etnico e legittimare anche politicamente azioni di forza nei confronti di altre comunità, situazione ancor più inaccettabile nel quadro dell'Europa unita.

 

RIFIUTIAMO qualsiasi tentativo di negazionismo o revisionismo storico per fini propagandistici, nella consapevolezza che solo tenendo viva la memoria e il ricordo è possibile impedire che tali fatti si ripetano.

 

Per questo non siamo disponibili a mettere in un unico calderone fascismo e Resistenza. Il nostro antifascismo non è un ricordo, «Ora e sempre Resistenza» è per noi necessità attuale e crediamo fondante a partire dal quale siamo in grado di condannare, senza reticenze, la violenza che vi è stata.

 

Francesco Boager, capogruppo PRC in Consiglio Comunale

Anna Mirarchi, Assessore alle Politiche Sociali

categoria:documenti
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Conferenza d'organizzazione 2007

scritto da prcpomezia il venerdì, 02 febbraio 2007,14:47

Il giorno 16 febbraio alle ore 18.00 presso l’hotel principe in via dei Castelli Romani 14/A si svolgerà la conferenza d’organizzazione 2007 del Partito della Rifondazione Comunista.

 

La discussione si articolerà nei seguenti termini:

  • Nomina commissione politica;
  • Presentazione del documento in discussione da parte del segretario di circolo;
  • Dibattito;
  • Conclusioni del compagno inviato dalla federazione.

Tutti gli iscritti al PRC, gli aderenti alla Sinistra Europea sia singoli che associati, i simpatizzanti sono invitati a partecipare.

Per i materiali della conferenza, il documento in discussione e i documenti respinti, basta cliccare qui (link esterno).

categoria:iniziative, assemblee
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I GIOVANI COMUNISTI DI POMEZIA PER L’ACQUA PUBBLICA

scritto da prcpomezia il giovedì, 01 febbraio 2007,14:14

Dal 13 gennaio scorso è partita la campagna per un’iniziativa popolare di legge a favore dell’acqua pubblica. Questa importante iniziativa si è sviluppata per rispondere alla costante privatizzazione delle risorse idriche in atto in tutto il mondo. Fedele alla logica neo-liberista, per la quale tutto fa mercato, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, assieme alla maggior parte degli Stati del Mondo stanno portando avanti questa politica. In questo modo, l’accesso all’acqua diventerà un lusso che non tutti potranno permettersi specie nel Sud del Mondo o nelle fasce Più povere della popolazione. Fino ad oggi solo cinque Paesi hanno dichiarato l’acqua diritto umano necessario alla stessa sopravvivenza degli individui e di tutti gli esseri viventi. Questi Paesi sono: Cuba, Venezuela, Bolivia, Uruguay e Argentina. Nomi che dovrebbero far pensare più di qualcuno. Tutti gli altri invece pensano che l’acqua sia un bene di mercato, come le macchine, i televisori i telefonini o qualsiasi altro prodotti. Paragonano di fatto l’acqua – bene che noi credevamo e crediamo sia primario, perché necessario all’uomo – a quei beni che sono accessori e di cui si può tranquillamente fare a meno.

Per questo oltre a combattere le privatizzazioni questa proposta di legge mira a garantire che 50 litri di acqua – l’erogazione giornaliera per l’alimentazione e l’igiene umana, considerata diritto umano e quantitativo minimo vitale garantito – siano gratuiti e coperti dalla fiscalità generale. Inoltre, l’iniziativa di legge, se fosse approvata poi dal parlamento, mira a riconvertire in pubbliche tutte le risorse idriche italiane già privatizzate sia totalmente che parzialmente.

Infine, questa proposta di legge assume particolare rilievo in un contesto come quello italiano, dove le tensioni all’interno dell’Unione sul ddl lanzillotta sulla liberalizzazione dei servizi si stanno acutizzando. Mentre la parte moderata del centro-sinistra difende le liberalizzazioni, anche quella dell’acqua, Rifondazione Comunista, esprime la propria profonda contrarietà sia sul punto acqua, ma anche su un secondo aspetto non da poco: la limitazione della gestione diretta dei servizi pubblici da parte degli enti locali.

Visti tutti questi motivi, i Giovani Comunisti di Pomezia, hanno deciso di aderire al “comitato locale per l’acqua pubblica”, recentemente nato nella nostra città, impegnandosi a supportare la raccolta firme e a diffondere le dovute informazioni su questa che sempre di più assume le sembianze di una battaglia di civiltà.

categoria:comunicati stampa
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